47 - FOTOGRAFIA

Simi Andrea

  • Corte della Legnaia e Palazzina dell'Orologio - Villa Reale di Marlia
  • Permanente Sabato 25 maggio e Domenica 26 maggio

Tanti anni fa, ancora piccolo, ero affascinato da quanto fosse bello guardare le fotografie che mio padre scattava, lo faceva per diletto, solo per avere un ricordo dei momenti passati.
Crescendo ho cominciato, anche io, a fotografare, non ne capivo nulla di fotografia ma cercavo comunque di tirar fuori qualcosa che raggiungesse il mio scopo, non ho mai preteso di fare foto di qualità, anche per me valeva lo stesso fine di mio padre, avere tanti ricordi.
Ho sempre avuto il vizio di fotografare di tutto, ed utilizzando le pellicole non ho idea di quanto abbia speso in rullini e sviluppi vari, ma non facevo mai sconti alla mia voglia di immagazzinare ricordi.
Poi siamo arrivati al 2003, mi sono sposato e uno dei regali di matrimonio fu una piccola macchina fotografica digitale, la vidi in una vetrina di un negozio dove mi portarono per scegliere un regalo da farmi fare, fu amore a prima vista, era un periodo che di foto ne facevo poche, avevo sempre una fiammella di passione che bruciava dentro, ma era molto piccola, tanto bastò però a riaccendere una vecchia passione.
Portai a casa quella macchinetta una Fuji, perchè di quello si trattava, non avevo nemmeno un computer e una stampante per archiviare le foto o stamparle, mi dovetti arrangiare con un vecchio 486.
Cominciai a scattare, tutto in automatico si intende, capii subito che c’era della potenzialità in quella nuova tecnologia, intanto non c’era più da sviluppare rullini ele foto le vedevi immediatamente, che gran cosa il digitale, si perchè il mio problema era sempre stato quello di vedere il prima possibile le foto fatte, andavo da Foto Mario il lunedì pomeriggio e entro un paio d’ore riuscivo ad avere le mie foto, potete immaginare la sorpresa di vederle appena scattate.
Circa 3000 foto, furono quelle scattai nel 2003, ancora oggi ho quelle foto e sono bellissime, non tutte in effetti, ma per come scattavo fin troppo.
Negli anni seguenti continuai ad incrementare il numero di foto scattate, erano gli anni in cui cresceva mia figlia Serena e migliore occasione non poteva esserci, nel 2004 cambiai macchina fotografica, passai a qualcosa di più grande, una Panasonic FZ20, un misto tra compatta e mirrorless, continuando a scattare a tutto quello che si muoveva.
decisi che era il momento di capire meglio come funzionava la fotografia, feci il mio primo corso di fotografia, un disastro, non si scattava mai, solo tante chiacchiere e diapositive proiettate su un muro, beh, comunque cominciai a capire meglio il funzionamento della mia macchina e come smettere di scattare a caso.
L’anno successivo feci un altro corso, questa volta avanzato, anche qui però si scattava poco, molto meglio invece chi ci spiegava le cose e qualcosa di buono lo appresi.
Non ricordo l’anno ma decisi che dovevo passare ad una reflex, comprai la mia prima reflex digitale, una Canon 350D, cominciando a sfogliare quel manuale cercai di capire come funzionasse e le prime foto “serie” vennero fuori, non un granché, comunque sia ero contento, mi sentivo realizzato, avevo raggiunto un buon livello e anche gli scatti aumentavano, adesso ero sopra i 5000 l’anno, ma sempre tanta confusione, ancora non c’era uno stile, una propria personalità.
Sono andato avanti fino al 2009, un giorno un amico mi disse che dei ragazzi avevano aperto uno studio fotografico e cercavano un assistente per fare matrimoni, quale occasione migliore avrei avuto per entrare nel mondo della fotografia professionale.
Nello stesso periodo conobbi anche il direttore del quotidiano Lochermo, con il quale intrapresi la “carriera” del fotogiornalismo.
Le gioie dei matrimoni durarono poco, mi resi conto immediatamente che non faceva per me, imparavo molto ma quel tipo di fotografia non me lo sentivo mio, cambiai anche un’altra macchina fotografica, passai a qualcosa di ancora più performante, una Canon 50D, questa era una bella macchina, riuscivo a farci quello che volevo, fu un’ottima scuola, i matrimoni, e li feci per un paio d’anni, fino a quando, un giorno, vidi la pubblicità di una scuola di fotografia a Firenze, sembrava molto bella, anche molto costosa, tante ore e tanti argomenti affrontati, ero deciso a rinunciarvi quando mia moglie mi convinse ad andarci.
Era ottobre del 2011, sono andato a Firenze fino a febbraio del 2013 quando mi sono diplomato, ogni 15 giorni partivo per Firenze alle 8:30 del sabato mattina e rientravo alle 20:30 per ripartire la domenica mattina e rientrare la sera, sacrificando la famiglia, e alleggerendomi il portafoglio, ma ben presto capii che avevo fatto la scelta giusta, finalmente una scuola dove si scattava, dove ti insegnavano a costruire una fotografia, a presentarla e ad ottenere quello che avevi in testa.
Nel frattempo finiti i matrimoni ho cambiato quotidiano, da Loschermo sono passato a Luccaindiretta, questo mi permetteva di fare tantissimi scatti in ambienti diversi, dal calcio al teatro, dal fotogiornalismo al basket, qualunque cosa volessi seguire potevo farlo, concerti e spettacoli vari.
Mentre frequentavo la scuola cominciai a capire chi ero, cosa volessi fare nel mondo della fotografia, piano piano prendeva forma il mio stile, e anche quale fosse il settore che volessi seguire, fu una concomitanza, da una parte l’occasione di entrare in teatro con il giornale, e dall'altra uno degli insegnanti di firenze che con i suoi lavori mi ispirò a seguirne le ombre.
Diplomato e pronto per la fotografia professionale feci l’ultimo passo necessario, una macchina professionale, una canon 5D mark III, un vero gioiello, con un paio di obbiettivi anch'essi di alto livello, adesso non mi rimaneva che scattare.
Ho trovato il mio mondo, il teatro, li sono riuscito ad esprimermi al meglio, a fare ciò che volevo ed avere il successo che molti mi invidiano, adesso ho un mio stile, le foto sono diventate circa 30.000 l’anno, altre al teatro seguo anche lo sport, ma sopratutto so di poter affrontare qualsiasi lavoro in qualsiasi condizione, mi sono anche ricordato dei primi corsi di fotografia che ho seguito, quelli in cui scattare era quasi un illusione, adesso sono io che faccio corsi di fotografia, corsi dove l’unico scopo è quello di imparare sul campo, dove si scatta e dove si cerca di capire gli errori.
Adesso sono al capolinea, sono pronto, ho la mia attrezzatura, ho il mio bagaglio di esperienze, ho la passione che arde dentro, ma non ho ancora realizzato il mio sogno, quello di campare solo di fotografia, non so se riuscirò mai nella mia impresa, nel mio sogno, ma sono sicuro che se arriverà la chiamata sarò pronto, pronto per farmi apprezzare da chi ancora ha voglia di emozionarsi attraverso la fotografia.
Devo fare dei ringraziamenti per tutto questo, prima di tutto la mia famiglia, che mi supporta e sopporta in questo mio sognare, a Maurizio che mi presento Nicola e Davide, allo Schermo che mi ha introdotto per la prima volta in teatro e nei vari impianti sportivi, alla scuola internazionale di firenze (Apab) che mi ha insegnato tanto, a Luccaindiretta che ancora oggi mi da la possibilità di andare in giro a fotografare nei teatri, negli stadi, nei palazzetti ecc., ma sopratutto voglio ringraziare me stesso, si perché senza la mia volontà di crescere, di imparare e di sognare non sarei arrivato qui, non avrei mai fatto bruciare quella fiammella di passione che era dentro di me.
Adesso devo preparare la mia attrezzatura per il prossimo lavoro, devo, ancora una volta, mettermi in gioco ed emozionarmi fotografando, è così che riesco ad essere un buon fotografo.
Andrea Simi


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