ELISEO PICCHI

  • Limonaie Villa Reale di Marlia
  • Sabato 26 settembre ore 13:00-18:00
  • Domenica 27 settembre ore 10:00-18:00
  • Gli anni della mia giovinezza sono stati segnati dei ricordi d'infanzia e dallo studio delle ville lucchesi, in particolare pitture e incisioni che rappresentano il mio territorio: Villa Torrigiani, Villa Reale e Villa Mansi e anche la campagna collaterale. Negli ultimi anni il mio percorso artistico volge verso un unico medium, la matita, e verso un'unica forma espressiva: il disegno, considerato come matrice di ogni cosa. Attraverso pochi mezzi cerco di esprimere l'essenza vera delle cose e quella della mia anima.
    Il Disegno è da me considerato come la lingua delle origini, come forza creatrice e generatrice di ogni forma che si palesa nella mia mente e che mi permette di esprimere un mondo intimo, solitario esplorando il mio vissuto. Disegnare come mezzo di salvezza e come esigenza interiore di vita e di ricerca continua, esprimo frammenti evocativi prodotti dalla tessitura dei miei pensieri, modulati con chiaroscuri decisi o segni ripassati a tratteggio reticolare. Cristallizzo con occhio soggettivo la verità di un mondo reale, doloroso a volte raccapricciante, di una contemporaneità cruda, analizzata dal mio sentire.
    Sono legato alla tradizione, all'antico, all'arte rinascimentale, al canone della perfezione della forma indagata per mezzo del segno, a grafite primariamente, che danza sulla superficie del supporto bianco palpitante e desideroso di divenire immagine concreta, plastica e reale.
    Nei miei autoritratti ripiego su immagini penetranti, conchiuse, non facilmente decifrabili, specchio della mia maturità tracciati in punta di matita. Ho testato varie tecniche: il disegno, la pittura, l'incisione nelle sue molteplici peculiarità (dall'acquaforte, mezzatinta, puntasecca, litografia) ma negli ultimi anni dopo essere passato attraverso la sperimentazione dell'informale e dell'astrattismo sono tornato alle mie origini privilegiando il dettame accademico, costituito principalmente da volti e da anime sofferenti specchiate dalla profondità dei loro occhi.
    Posso essere considerato anacronistico forse, in un mondo oggi, di pittura sperimentale, ma considero la vera arte quella dei nostri padri, maestri rinascimentali che impiegavano la linea e il disegno come matrice universale. Tra i miei modelli si possono annoverare oltre ai grandi del Rinascimento, Vermeer, Pietro Annigoni, Gianfranco Ferroni e il grandissimo Antonio Garcia Lopez il quale riesce a materializzare un disegno trasformandolo in una pittura viva e palpitante.